Si avete letto bene non ci sono errori nel titolo, il 25 novembre nell’ambito di un flash mob organizzato da Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale si metterà in risalto anche l’emergente fenomeno della violenza delle donne sugli uomini, che secondo gli organizzatori della manifestazione ha caratteristiche simili alle violenze che si riscontrano quotidianamente sugli uomini. Una violenza spesso non denunciata (sempre secondo gli organizzatori) ma sicuramente facente parte di un fenomeno da non sottovalutare.
Segue il comunicato stampa di FdI-AN.
“Domani, nel corso della prima assemblea nazionale degli Enti locali che si svolgerà all’Aquila, al Ridotto del Teatro comunale, sindaci e amministratori locali saranno coinvolti in un flash mob organizzato da Fratelli d’Italia nell’ambito della campagna contro le violenze e gli abusi sulle donne”. Lo annuncia la referente locale del Dipartimento tutela vittime di Fdi-An, Annalaura Tatananni e Cinzia Pellegrino – Coordinatore nazionale del Dipartimento tutela Vittime di FdI AN
“Aderendo alle celebrazioni della Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne del 25 novembre, vogliamo ribadire il nostro disprezzo verso qualsiasi forma di maltrattamento, perpetrato non solo nei confronti delle donne, ma anche di qualunque altro soggetto che sia Vittima di abusi di potere, soprusi e forme di controllo o coercizione tali da condizionarne la normale vita di relazione e le libertà psico-fisiche, sessuali, economiche e religiose.

Non facciamo alcuna distinzione tra le Vittime, per noi la violenza non ha genere, proprio come recita lo slogan che abbiamo scelto per la campagna nazionale che è „Prima le Persone“.

Anche le donne uccidono, e sempre perchè la storia d’amore è finita, per vendetta o per un sentimento non più ricambiato; le statistiche su questo fronte sono approssimative, poco aggiornate, e il fenomeno emerge solo grazie all’iniziativa di pochi saggisti e a fatti di cronaca atroci che fanno rimbalzare una specifica notizia sui giornali.

Il concetto della cosiddetta “violenza di genere” è diventato un sinonimo che va sempre ad identificare una prevaricazione esclusivamente maschile, come se l’uomo fosse destinato a ricoprire solo il ruolo di carnefice e la donna quello di Vittima.
Esiste, invece, anche una violenza della donna sull’uomo che si manifesta con caratteristiche, motivazioni e azioni considerate tipicamente proprie del ‚femminicidio‘, ma fa meno clamore innanzitutto perchè non viene denunciata, in secondo luogo perchè il più delle volte gli stessi uomini faticano a riconoscersi nel ruolo di Vittima.
Si debbono perciò investire tempo e risorse per incoraggiarli a far emergere il fenomeno, almeno tanto quante energie si sono spese per la donna, senza pregiudizi e senza eccezioni.
Per questo, sebbene i dati siano sicuramente più sfavorevoli per le Vittime di genere femminile, è sbagliato parlare di ‚femmicidio‘.

Riteniamo, dunque, che il 25 novembre sia una ricorrenza dove mettere al centro il valore dell’identità di ogni persona, la relazione tra uomini e donne, il rispetto della dignità umana.

Abbiamo pertanto voluto estendere il concetto da “donna” a “persona”, perchè i cittadini e la politica devono prestare attenzione a tutte le possibili Vittime di tutte le forme di violenza, uomini compresi, certi che la risposta deve trovarsi in un concetto armonico di società, di coppia e di famiglia – vero fulcro della comunità umana – che dalla nostra locandina emerge come punto di forza (in blu) contro legami pericolosi (nastro nero) ai quali bisogna „dare un taglio“ (forbice).“

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