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Cronaca

Gianni Padovani ed Enrico Verini chiedono la partecipazione del neo nominato Prefetto e del Sindaco alla Commissione “Garanzia e Controllo”. 

Lo scopo? Conoscere i motivi della mancata attivazione dell'operazione Strade Sicure, approvata un anno fa con voto unanime del Consiglio comunale. L'operazione è stata insabbiata? Se sì, perché?  Qualcuno dovrà pur spiegarlo ai cittadini.

Nella lettera inviata a Stefano Palumbo, Presidente della Commissione “Garanzia e Controllo”, al Prefetto ed al Presidente del TAR, esprimiamo stupore e rammarico per il rifiuto dell’ex Prefetto di partecipare ad una seduta della Commissione “Garanzia e Controllo”, finalizzata a chiarire il blocco nella procedura di attivazione dell’Operazione Strade Sicure e la dubbia legittimità, di metodo e merito, della nomina dell’Arch. Marrocco a Comandante della Polizia Locale.  Rattrista il fatto che nel frattempo L’Aquila continua ad arretrare nelle classifiche nazionali relative alla sicurezza ed alla criminalità, l’ex Prefetto abbia assunto una posizione formalistica e burocratica, esponendo antiquate e cavillose motivazioni per giustificare con decisione ingiustificata il proprio rifiuto.  

Per quanto concerne la nomina del Comandante della Polizia Locale, torneremo successivamente sulla questione, considerata la presa di posizione del Ministero degli Interni: la modifica “ad personam” fatta alla legge regionale sulla polizia locale (n.42/2013) è palesemente illegittima e presenta profili di incostituzionalità; la Regione dovrà cambiare la norma al più presto pena l’impugnativa. Riteniamo pertanto opportuno attendere le evoluzioni, prima di discutere della materia nella sede consiliare. Non possiamo non notare peraltro che l’Amministrazione continua a giocare con il tema delicatissimo della sicurezza urbana, a fare nomine temerarie e già ampiamente sanzionate dal giudice amministrativo, e si perde solo tempo ormai da più di sette anni con grave danno per i cittadini.  

Per quanto concerne invece l’attivazione dell’operazione Strade Sicure, richiesta un anno fa con voto unanime dal Consiglio comunale, riteniamo che il Prefetto non patisca di alcun divieto di legge ad intervenire in sede di Commissione, organo del Comune fortemente interessato alla situazione della sicurezza cittadina. L’interlocuzione istituzionale tra Comune e Prefettura sulla sicurezza non può esplicitarsi – così come pretendeva l’ex Prefetto – esclusivamente attraverso il “Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica (CPOSP)”.

Al CPOSP, infatti, non partecipano i rappresentanti del Consiglio Comunale ma solo della Giunta i quali, anche se sulla questione avessero opinioni diverse da quelle espresse dal Consiglio Comunale, non potrebbero tentare, se non con abuso di potere, alcun annullamento od attenuazione della volontà espressa dalla massima Assise civica. E’ in corso di verifica, inoltre, se la mancata informazione al Consiglio comunale sullo stato dell’iter amministrativo dell’operazione “Strade sicure” potrebbe, come sembrerebbe, integrare il reato di rifiuto e/o omissione di atti di ufficio (art.328 cp). 

Tutto ciò premesso, chiediamo di invitare sia il neo nominato Prefetto, sia il Sindaco (in quanto componente CPOSP), ad una prossima ed urgente riunione della Commissione Garanzia e Controllo, in modo da poter acquisire adeguate informazioni in merito alle motivazioni – fatto molto grave non comunicate alla Città – che hanno portato all’ormai evidente arresto (forse maldestro insabbiamento?) della procedura per l’attivazione di Strade Sicure.

Attendiamo con ansia il giorno in cui Prefettura e Sindaco vorranno, bontà loro, dirci qualcosa su questa incresciosa “sparizione” di un progetto, la cui applicazione avrebbe sicuramente giovato alla peggiorante situazione della sicurezza urbana in Città.  Ingiustificabile il fatto che L’Aquila si vanti del titolo di Capitale della cultura con una situazione della sicurezza precaria e preoccupante, soprattutto in quelle aree critiche (Castello, Terminal di Collemaggio) dove si sarebbero dovuti dispiegare i militari di Strade Sicure e dove si registrano continui episodi di spaccio diffuso, microcriminalità, risse e violenze di ogni genere.  

Ribadiamo che non molleremo e continueremo a lottare per una città più sicura e civile. In una città normale le informazioni ed i programmi per migliorare la sicurezza, oltre che la trasparenza delle scelte, dovrebbero essere considerate non già una pretesa bensì un basilare diritto dei consiglieri comunali e quindi dei cittadini.

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