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INPS: Riforma dell’invalidità civile, dal 1° marzo 2026 parte la sperimentazione.

Secondo il Messaggio numero 639 del 23-02-2026 pubblicato dal INPS, dal 1° marzo 2026 prende avvio la fase di sperimentazione della riforma della disabilità prevista dal decreto attuativo della Legge delega 227/2021. L’obiettivo dichiarato è superare il sistema frammentato dell’invalidità civile e introdurre una valutazione unificata basata sul funzionamento della persona, secondo il modello bio-psico-sociale dell’OMS.

Si tratta di un cambiamento strutturale che riguarda accertamenti sanitari, accesso alle prestazioni economiche e definizione dei progetti di vita personalizzati.

La riforma entrerà a regime su tutto il territorio nazionale dal 1° gennaio 2027. Fino ad allora, alcune province applicheranno le nuove modalità in via sperimentale

La domanda centrale non è solo “cosa cambia”, ma “funzionerà meglio per le persone?”.

@dirittinvalidi

♿️ RIFORMA DELLA DISABILITÀ 📆 1 marzo 2026 ⚠️ 40 nuove province #aumentoalmilione #ciechi #disabili #disabilità #previdenza

♬ audio originale – Avv. Domenico RAFFAELE ADDAMO

Cosa cambia per le famiglie

La novità principale riguarda l’avvio della procedura di accertamento.

Per richiedere il riconoscimento dell’invalidità civile sarà necessario il nuovo certificato medico introduttivo, che:

  • deve essere trasmesso esclusivamente in modalità telematica all’INPS
  • può essere compilato solo da medici abilitati come “medici certificatori INPS”
  • viene automaticamente inserito nel Fascicolo Sanitario Elettronico

Il certificato diventa il presupposto obbligatorio per l’avvio della valutazione di base.

Il diritto a presentare domanda non cambia. Cambiano invece le modalità operative.

Dove è attiva la sperimentazione dal 1° marzo 2026

La nuova fase coinvolge 40 province su quasi tutto il territorio nazionale.

Tra queste:

  • Roma
  • Milano
  • Torino
  • Bologna
  • Verona
  • Catania
  • Cagliari
  • Chieti
  • Potenza
  • Campobasso, e molte altre distribuite nelle diverse regioni.

Chi risiede o è domiciliato in queste province rientra nel nuovo sistema sperimentale.

Cosa prevede la sperimentazione?

La fase sperimentale riguarderà alcune province pilota (che saranno indicate nei decreti operativi) e introdurrà:

Valutazione unica multidimensionale

Un’unica procedura integrerà accertamento sanitario e valutazione sociale.

Superamento delle visite ripetute

Riduzione delle convocazioni multiple presso enti diversi.

Progetto di vita personalizzato

La persona con disabilità sarà al centro di un percorso integrato che comprende:

  • sostegni sanitari
  • servizi sociali
  • inserimento lavorativo
  • supporto scolastico

Linguaggio e criteri uniformi

Adozione del modello ICF (Classificazione Internazionale del Funzionamento).

Per descrivere lo stato di una persona, l’ICF analizza:

  1. Funzioni e Strutture Corporee: L’integrità fisica e mentale.
  2. Attività: La capacità di eseguire compiti (es. camminare, studiare).
  3. Partecipazione: Il coinvolgimento nelle situazioni di vita reale.
  4. Fattori Contestuali: L’impatto dell’ambiente e delle caratteristiche personali.

In sintesi, adottare l’ICF significa smettere di chiedere “Cosa ha questa bambino/ adulto?” e iniziare a chiedersi “Di cosa ha bisogno questo bambino/adulto per funzionare bene in questo contesto?

Perché si è arrivati alla riforma?

L’attuale sistema di invalidità civile è stato spesso criticato per:

  1. tempi lunghi di accertamento
  2. sovrapposizione tra commissioni
  3. valutazioni solo percentuali
  4. difficoltà nel riconoscimento dei bisogni complessi

La riforma nasce per affrontare queste criticità e per allineare l’Italia alla Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità.

Non si parla più solo di “percentuale di invalidità”, ma di funzionamento globale della persona.

Il cambiamento del sistema di invalidità civile non è solo tecnico, ma culturale.

La vera sfida sarà passare da un modello centrato sulla percentuale a uno centrato sulla persona.

La sperimentazione dal 1° marzo 2026 rappresenta un banco di prova. Il successo dipenderà dalla capacità delle istituzioni di applicare con coerenza i principi annunciati: semplificazione, inclusione, personalizzazione.

Più che una riforma amministrativa, è un test di fiducia tra Stato e cittadini.

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